DR. GOLLI | INVECCHIAMENTO CUTANEO | AMICA BELLEZZA
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D.U.B.Li.N. Lift

Dr. Enis Golli

Come sconfiggere l’invecchiamento cutaneo

L’invecchiamento cutaneo è una conseguenza di un’interazione tra molteplici fattori intrinseci ed estrinseci. I più importanti tra loro includono i danni all’esposizione solare, il fotoaging, che genera dapprima rughe sottili e poi più profonde, iperpigmentazioni, formazione e dilatazione di capillari, lassità cutanea, formazione di lesioni precancerogene (cheratosi attinica, ecc.) e cancerogene (tumori, melanoma, ecc.) della cute. Inoltre, assistiamo anche a dei cambiamenti dovuti all’invecchiamento cronologico: assottigliamento cutaneo e formazione di rughe, ipotro a muscoloadiposa e lassità cutanea, protrusione del grasso e borse perioculari, ecc. Il processo dell’invecchiamento cutaneo porta gradualmente ad un decremento nella produzione del collagene e della matrice extracellulare. Perciò, il target principale per il ringiovanimento dei tessuti è il ripristino della quota del collagene e dell’acido ialuronico. L’intervento più semplice ed immediato è quello dell’inserimento di tali sostanze, ma la s da più efficace e duratura rimane quella dell’induzione di alcuni meccanismi in grado di favorire il processo dell’autoriparazione tessutale mediante la stimolazione dei broblasti, noti come precursori di collagene, elastina ed acido ialuronico.
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Oggigiorno abbiamo a disposizione una serie di procedure in grado di migliorare l’aspetto del viso e di ringiovanire i tessuti: peeling chimici, fillers, luce pulsata, radiofrequenza, laser resurfacing, fattori di crescita piastrinici, microneedling, dermoabrasione, tossina botulinica, interventi chirurgici. Ognuno di questi trattamenti produce dei benefici, ma ovviamente contempla in sé anche dei rischi. Negli ultimi anni, l’attenzione dei medici e dei pazienti si è rivolta sempre di più verso la ricerca di quelle terapie che hanno un tempo di inattività ridotto e non eccedono negli effetti indesiderati, riducendo così il rischio delle eventuali problematiche post-trattamento. Perciò, le attuali scelte terapeutiche si indirizzano verso cure biologiche, che conducono sempre più ad un ripristino fisiologico dei nostri tessuti.

Il protocollo qui proposto, utilizza differenti metodi e tecnologie in grado di attivare i fibroblasti, capaci di sintetizzare la matrice extracellulare e il collagene, esercitando un ruolo importante nella riparazione delle ferite, attraverso la formazione di nuovo collagene (neocollagenogenesi).

D.U.B.Li.N. lift è l’acronimo del protocollo con cui il medico irlandese Patrick Treacy ha voluto onorare, la sua città natale: Dublino.
Esso si articola in più procedure, ed è così composto:
D-dermaroller, microneedling
U-ultra pulsed laser, laser CO2 frazionato
B-blood growth factor, fattori di crescita, PRP
Li-light, luce LED
N-neurotoxin, tossina botulinica


Dermaroller si tratta di uno strumento a forma di rullo provvisto di microaghi di varia lunghezza, da 0,5 a 2,5 mm, in grado di innescare la proliferazione cellulare attraverso una procedura di stimolazione meccanica, detta microneedling. La lunghezza degli aghi si sceglie secondo la tipologia di pelle e il grado d’invecchiamento. La stimolazione meccanica, causando delle “microferite”, produce un effetto di stiramento a carico dell’epidermide e del derma, sostanzialmente a carico dei fibroblasti per indurre la formazione del collagene. Previa anestesia topica, si effettuano vari passaggi nella direzione delle rughe e anche perpendicolarmente ad esse. L’endpoint si evince con la comparsa di un microsanguinamento che coincide con il raggiungimento del derma superficiale-medio.

Ultrapulsed Laser - laser CO2 ultrapulsato frazionato: Lo sviluppo tecnologico nel campo dei laser medicali di ultima generazione li ha resi sempre più sicuri ed estremamente versatili; per cui possiamo trattare con più sicurezza le rughe del viso, le cicatrici da acne e quelle chirurgiche, le macchie scure ed altri danni dovuti al fotoaging. In alternativa al derma roller o in seguito ad esso, si effettuano dei passaggi laser di intensità lieve, o moderata, o poco più, a seconda del grado di aging cutaneo, allo scopo di esfoliare, uniformare, omogeneizzare, compattare, rassodare e toni care la pelle.


Blood growth factor - Fattori di Crescita Piastrinici di derivazione da sangue autologo (P.R.P.): Le piastrine contengono dei granuli che sono ricchissimi di diversi fattori di crescita, quali, quelli dell’epidermide e dei cheratinociti, i fattori di crescita dell’endotelio vascolare, i fattori di crescita dei fibroblasti e del tessuto connettivale, quelli stessi di derivazione piastrinica, i fattori di crescita similinsulinici, interleukina-8, ecc. Essi giocano un ruolo chiave nei meccanismi di riparazione tissutale, nonché nella guarigione delle ferite. L’infiltrazione delle aree più interessate all’ invecchiamento, così come l’ applicazione topica dopo una procedura, quale il laser o il needling, favorirebbe una rigenerazione veloce e significativa.


Light - luce: il protocollo Treacy prevede l’utilizzo dei LED 633 nm ad effetto biostimolante. Attualmente é stato ampiamente studiata l’efficacia dei LED. Questa luce induce la fotobiomodulazione, e cioè quel fenomeno che a livello cellulare fornisce l’energia necessaria perché abbiano luogo una serie di reazioni differenti: riparazione delle cellule danneggiate o compromesse dal fenomeno dell’invecchiamento, maggior replicazione cellulare, indurre le cellule con funzioni specifiche ad essere più efficienti (leggasi i fibroblasti nel produrre il collagene). L’utilizzo di tali laser a basso livello d’intensità è stato introdotto per poter ridurre la lassità cutanea, accelerare la formazione dei fattori di crescita e indurre il fenomeno della retrazione cutanea. Poiché gli inestetismi che affiiggono la pelle sono di varia natura, oltre alle rughe si possono avere macchie, capillari, couperose, pori dilatati, cheratosi, ecc., ritengo pertanto più opportuno scegliere tra due opzioni: l’utilizzo dei LED in caso di invecchiamento cronologico oppure dell’IPL (luce pulsata) in caso di fotoaging.


Neurotoxin - Tossina Botulinica (TB): un tipo d’invecchiamento noto come gravitazionale ha alla sua base le sollecitazioni meccaniche dei muscoli. Quindi, l’ eccessiva mimica facciale, così come le posture del sonno possono favorire il suddetto invecchiamento. Il ruolo della TB risulta fondamentale nel ridurre gli eccessivi movimenti mu- scolari consentendo alla pelle di “riposare”. Inoltre, diversi studi hanno evidenziato che i fibroblasti cutanei, dopo l’incubazione con TB, riducono la capacità di degradazione del collagene, contrastano gli effetti della senescenza cellulare foto-indotta e aumentano l’ attività di collageno-sintesi. In virtù di quanto esposto si possono impostare più proto- colli di trattamento, secondo l’idoneità dei pazienti e le corrette indicazioni stabilite in sede di visita. Il protocollo da effettuare in caso di invecchiamento cronologico prevede una seduta di Botulino, seguito dopo tre settimane da una prima seduta Dermaroller + PRP + LED che andrà ripetuta dopo altre quattro settimane. In caso di fotoaging il protocollo più indicato prevede una seduta Laser CO2 + PRP seguita dopo tre settimane da una seduta IPL + PRP e dopo altre tre settimane una seconda seduta IPL, il ciclo termina con una seduta di Botulino da effettuare a distanza di due settimane dalla precedente. La scelta dei trattamenti combinati ci permette di essere meno “aggressivi” e ridurre drasticamente sia l’incidenza degli effetti indesiderati, che la durata degli effetti secondari. Inoltre, operando con queste modalità, il risultato finale è estremamente vincente ed efficace grazie alla contemporanea e mirata azione meccanica, termica, fotobiologica e biochimica delle varie terapie per- mettendo in questo modo di raggiungere un miglioramento ottimale sia funzionale che estetico.