ringiovanimento-zonaperioculare
A me gli occhi: il trattamento completo della zona perioculare
26 Maggio 2021

Le nuove tecniche per combattere l’acne

acne-trattamenti

a cura del Dott. Angelo Crippa

C’è una terapia all’avanguardia che, combinando l’uso del laser frazionato e del colorante verde indocianina, permette di curare l’acne, una patologia infiammatoria cronica dell’unità pilosebacea a patogenesi multifattoriale che insorge abitualmente, ma non esclusivamente, nell’adolescenza.
La malattia si caratterizza per la formazione di comedoni che, qualora associati ad altre lesioni infiammatorie quali papule, pustole e noduli, possono lasciare cicatrici sulla pelle. Sebbene nella maggioranza dei casi tale dermatosi tende a risolversi spontaneamente, ci sono medici, o gli stessi parenti dei pazienti affetti da acne, che spesso sottovalutano questa patologia: la considerano erroneamente un mero disturbo estetico, limitato alla sola fase adolescenziale.

In realtà, l’acne deve essere considerata una malattia della pelle a tutti gli effetti. Con un’aggravante: essa ha un impatto psicologico notevole, tenuto conto che si manifesta per lo più in età giovanile e prevalentemente sul viso, dove si concentra la maggior parte di ghiandole sebacee. L’acne colpisce, infatti, persone in una fase critica della vita, quale quella dell’adolescenza che è
contraddistinta, dal punto di vista psicologico, da una maggiore sensibilità e vulnerabilità.

Gli adolescenti affetti da acne possono quindi sviluppare disagio psicologico, scarsa autostima, insicurezza, imbarazzo, timidezza e, in casi estremi, profonde turbe emozionali: depressione, ansia, rabbia, frustrazione, immagine alterata del proprio corpo (dismorfofobia) ed isolamento dalla vita sociale, con un conseguente calo del rendimento scolastico e peggioramento della qualità della vita.
Tali problematiche, in genere, si riscontrano nelle forme più gravi di acne. Tuttavia, la percezione che il paziente ha della gravità della propria malattia non è detto che coincida con la reale severità
delle lesioni.

 

È la malattia cutanea più diffusa

Per anni l’acne è stata una patologia poco considerata sul fronte della ricerca. E, a tutt’oggi, rappresenta una sfida per i dermatologi vista la sua prevalenza, complessità e polimorfismo.
È la malattia cutanea più comune. Secondo alcune stime epidemiologiche, la sua incidenza sarebbe del 91% nei maschi e del 79% nelle femmine durante l’adolescenza, del 3% nei maschi e del 12%
nelle femmine in età adulta.

 

Le quattro cause scatenanti

L’acne è un processo a patogenesi multifattoriale. Dal punto di vista fisiopatologico, la letteratura medico-scientifica riconosce quattro fasi eziopatogenetiche fondamentali:
1. disturbo di cheratinizzazione dell’epitelio follicolare;
2. iperseborrea da aumentata attività delle ghiandole sebacee;
3. colonizzazione e attività del Propionibacteriumacnes (anaerobio Gram+, saprofita nell’infundibulo), che trova un pabulum favorevole nell’ambiente anaerobio e ricco di sebo del microcomedone;
4. infiammazione e conseguentemente reazioni immunologiche follicolari e perifollicolari, la cui durata e entità sono variabili da soggetto a soggetto.

 

La cura: la terapia con il laser frazionato

Se è vero che ciascuna delle quattro fasi eziopatogenetiche fondamentali dell’acne può rappresentare l’obiettivo di un trattamento specifico, è altrettanto vero che la terapia combinata (laser frazionato, con fibra da 200 micron e verde indocianina) rappresenta l’approccio terapeutico più indicato e più avanzato.
Una corretta impostazione del trattamento dell’acne richiede però un prerequisito: un atteggiamento empatico del medico al fine di stabilire un buon rapporto medico-paziente e di valutare non solo la varietà clinica e la sua gravità, ma anche i fattori scatenanti esterni, le precedenti terapie e il loro risultato, l’impatto della malattia sulla qualità della vita. È infatti ormai chiaro, da numerose ricerche dedicate a questo specifico aspetto, che esiste una notevole discrepanza tra la gravità oggettiva delle manifestazioni cliniche e la percezione da parte del paziente e quindi, in definitiva, la sua personale sofferenza psichica.
A partire dal 2005 ho avviato uno studio ad hoc su pazienti di entrambi i sessi affetti da acne volgare di grado moderato e severo. Essi sono stati sottoposti a una terapia innovativa che prevede l’utilizzo di una fibra da 200 micron, collegata al laser frazionato 1470 nm, e verde indocianina. Al trattamento in studio con il laser è stata poi associata una terapia dermocosmetica domiciliare. Le sedute di laser in studio sono state eseguite con cadenza mensile.

 

 

La terapia con il laser: come funziona

In dettaglio vediamo come funziona la terapia con il laser per la cura dell’acne. Il primo passaggio consiste nell’introduzione della fibra ottica collegata al laser nelle lesioni gravi dell’acne: comedoni, papule pustole e lesioni papulo pustolose.
Con questa metodica è possibile determinare la fuoriuscita del materiale sebaceo, del materiale purulento e la disintegrazione del capsula di contenimento di tale materiale. Al termine di questa fase, è il momento di utilizzare il laser frazionale 1470.
Il principio del laser frazionale si basa sulla distribuzione di microspot regolarmente distanziati attraverso un apparecchio robotico o un sistema ottico (PAC), che divide lo spot in micropunti.
L’obiettivo è quello di creare una fitta rete di ferite termiche come micropozzi o microcolonne epidermiche e dermiche, che gli anglosassoni definiscono micro thermal zones (MTZ), con una conseguente risposta cicatriziale e, quindi, un rimodellamento intorno ad esse. Si parla spesso di cicatrizzazione in tre dimensioni. Le zone epidermiche non trattate accelerano la cicatrizzazione e minimizzano le sequele operatorie.
Per una stessa lunghezza d’onda, gli effetti sui tessuti variano a seconda dell’energia erogata dallo spot, dalla lunghezza dell’impulso, dal diametro dei microspot e alle loro spaziatura o densità. È possibile ricercare un effetto superficiale più ablativo o un effetto profondo (fino a 2 mm) con effetti termici supplementari e, quindi, con un maggiore effetto tensivo.
Perforando la pelle con questi laser, si provocano dei micro pozzi che possono essere utilizzati per facilitare il passaggio delle sostanze cutanee depositate sopra l’epidermide. Nella terapia dell’acne si usa il verde indocianina: quest’ultima, prima di tutto, penetra più facilmente a livello epidermico e sub epidermico, quindi, con la stimolazione laser si realizza una reazione fotodinamica.

La terapia fotodinamica è utile per trattare diverse affezioni cutanee compresa l’acne poiché possiede:
• azione antibatterica indiretta nei confronti del propionibacterium acne;
• azione di disattivazione della ghiandola sebacea e/o modificazione del sedo (studi istopatologici evidenziano una marcata
atrofia e distribuzione dei lobuli ghiandolari);
• azione antinfiammatoria nel derma ed epidermide che circonda i follicoli colpiti da acne;
• moderata azione di peeling con apertura ed eliminazione dei
comedoni e delle microcisti;
• azione stimolante il metabolismo dei fibroblasti con incremento della produzione di collagene e conseguente miglioramento dei processi di cicatrizzazione delle stesse lesioni acneiche;
• effetto psicosomatico positivo in quanto il paziente percepisce l’effetto benefico della terapia già dopo la prima seduta di
fototerapia.

Nella maggior parte dei pazienti il miglioramento avviene già dalle prime sedute con un netto miglioramento dalla terza-quarta seduta. In alcuni casi sono emerse alcune lievi recidive che sono state trattate durante una o due sedute aggiuntive, sempre tenute a cadenza mensile. Il miglioramento del risultato estetico e funzionale è continuato nel tempo.

 

Conclusioni

L’esperienza diretta sul campo e il caso-studio dei pazienti lungo un arco temporale di quindici anni hanno dimostrato che il trattamento dell’acne con laser frazionale 1470, fibra da 200 micron e reazione fotodinamica con verde indocianina, comporta un miglioramento del quadro clinico ed estetico dell’acne con risultati che durano nel tempo.