TRICODINIA - Amica Bellezza
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TRICODINIA

a cura dei Dott.ri Giuseppe Palamara /Serena Sanga


Un disturbo da non sottovalutare
In alcune situazioni di stress (emozionali / fisici / chimici / ambientali / alimentari…) si attiva un meccanismo particolare di stimolazione che viene trasmesso dal sistema nervoso alle cellule deputate al controllo della crescita e nutrizione dei capelli.
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La conseguenza indiretta che ne deriva è l’attivazione di determinate terminazioni corpuscolari nervose che avvolgono in toto il sistema pilifero e attivano un fastidioso bruciore, prurito e dolore persistente al cuoio capelluto, e ad un esame tricologico attento con la VDS (videodermatoscopia a luce polarizzata) si nota la presenza di teleangectasie (capillari del cuoio capelluto). Lo stesso muscolo erettore del pelo è coinvolto in questo “inflammaging” cutaneo. In tricologia medica la tricodinia è classificata tra le allodinie, vale a dire quei disturbi in cui il dolore cutaneo compare in assenza di fattori esterni ben identificabili. Il prurito, il bisogno di grattarsi il cuoio capelluto per un sollievo di breve durata, il bruciore e pizzicore oltre che il tipico dolore senza alterazioni cutanee visibili, fanno parte della sintomatologia della tricodinia.

Questa patologia può manifestarsi in forma acuta, o diventare cronica in alcuni periodi come ad esempio nei cambi di stagione quando l’organismo fatica ad adattarsi subito alle variazioni di temperatura, di alimentazione, ai ritmi circadiani alterati. Come per altri tipi di dolore, un ruolo importante viene rappresentato dalla diminuzione della soglia di attivazione dei nocicettori e dei corpuscoli sensoriali, presenti in tutto il tessuto (epidermide, derma, ipoderma) del cuoio capelluto. Nel caso della tricodinia, sono coinvolti i nocicettori presenti nel follicolo pilifero e nelle aree di cute adiacente, nonché sul muscolo erettore pilosebaceo; infatti è stato dimostrato, da studi universitari recenti, un sistema nervoso molto articolato, che coinvolge tutto il sistema pilare di ogni capello e le sue terminazioni nervose a livello cutaneo (i corpuscoli di Ruffini, di Pacini, di Meisner, del Golgi, di Krause) una “maglia” ben articolata fra cute e capello. A livello chimico si verifica, secondo alcune tesi e studi accreditati, l’inflammaging generale cute/capello causata da mediatori chimici tissutali in grado di attivare i nocicettori che stimolati, liberano il neuropeptide “P” (o sostanza “P”) che è il neurotrasmettitore del dolore.

Spiegato il processo chimico, non è ancora chiaro cosa lo innesca, la componente emozionale gioca un ruolo predominante. Stress e ansia sono spesso associate alla comparsa del dolore, prurito e bruciore tipico della tricodinia; si presume che lo stress emotivo provochi una reazione biochimica che si scarica a livello del sistema follicolare attraverso l’attivazione dei nocicettori. In base alle caratteristiche cutanee e alla gravità del disturbo, la tricodinia può essere trattata con diverse tipologie di terapia medica tricologica, a iniziare dalla detergenza mirata del cuoio capelluto nel rispetto del film idrolipidico (mantello naturale di protezione che la cute produce) per rimozione di eventuali batteri ed impurità.

Per elaborare un percorso terapeutico mirato e personalizzato e per scegliere la miglior combinazione delle terapie medico-tricologiche possibili, è necessario un completo check up e una visita tricologica, eseguita da un Medico Tricologo. L’efficacia delle terapie dipenderà molto dalla loro modulazione in relazione alle caratteristiche individuali. Le terapie mediche che regolano il microcircolo, mirate a stabilizzare la produzione di sebo e il ribilanciamento del livello idrolipidico della cute, anche con l’ausilio di “fotobiostimolazione” LED a 680mn, possono portare beneficio per normalizzare la sensazione della “cute che tira” tipica della tricodinia. In tutti i casi, la tricodinia non va sottovalutata, in quanto è un segnale di un problema di salute del tegumento del cuoio capelluto e dei capelli, e spesso accompagna o precede il defluvio.